Casa e tributi locali

Stima imposta sostitutiva sugli affitti

Inserisci canone, mesi, quota e aliquota per stimare la cedolare secca dovuta.

Come funziona il calcolo

La cedolare secca è un'imposta sostitutiva opzionale sui canoni di locazione abitativa: sostituisce IRPEF e addizionali sul canone, oltre alle imposte di registro e di bollo sul contratto. Il calcolatore stima l'imposta moltiplicando il canone imponibile per l'aliquota scelta.

Sono previste due aliquote: il 21 per cento per i contratti a canone libero (per esempio il 4+4) e il 10 per cento per i contratti a canone concordato nei Comuni ad alta tensione abitativa, quando ricorrono i requisiti e l'attestazione prevista.

A differenza della tassazione ordinaria, la cedolare si applica sul canone pieno, senza la riduzione forfettaria del 5 per cento. Per questo il confronto con il regime ordinario dipende dall'aliquota IRPEF marginale, dalle addizionali e dalle detrazioni che si perderebbero su quel reddito.

Scegliendo la cedolare il locatore rinuncia all'aggiornamento ISTAT del canone per la durata dell'opzione. Il calcolo è una stima sull'importo dovuto: la convenienza e l'ammissibilità del regime vanno verificate sulle istruzioni dell'Agenzia delle Entrate.

Esempio pratico

Canone annuo 9.600 € (800 €/mese) con aliquota ordinaria 21%: 9.600 x 21% = 2.016 € di cedolare, senza imposta di registro né bollo sul contratto.

Dati locazione

Pulisci
Stima non ufficiale. Il risultato e orientativo e non sostituisce consulenza fiscale, legale, CAF, patronato, commercialista, notaio o documenti ufficiali. Verifica sempre fonti aggiornate e casi particolari.

Prima di scegliere

Verifica sempre se il contratto ha i requisiti per l'aliquota ridotta. Locazioni brevi e altri casi particolari non sono coperti. Il risultato non calcola IMU, saldo/acconti o adempimenti dichiarativi.

Metodo ContaChiaro

Perimetro, fonti e controlli prima di usare la stima

Questo calcolatore e pubblicato solo come supporto operativo: aiuta a trasformare dati gia noti in una stima leggibile, ma non decide requisiti, agevolazioni, scadenze personali o importi ufficiali. Il punto di partenza resta sempre il documento o la fonte istituzionale: contratto, prospetto comunale, busta paga, comunicazione INPS, indice ISTAT, provvedimento MEF o istruzione dell'ente competente.

Prima di usare il risultato verifica che i dati inseriti siano coerenti con il tuo caso. In particolare controlla anno di riferimento, percentuali, quote, mesi, eventuali soglie, massimali e formule applicabili. Quando una norma prevede eccezioni o condizioni soggettive, il tool non le presume: mostra una simulazione prudente da confrontare con la fonte ufficiale o con un professionista abilitato.

Ultima revisione del perimetro: 2026-05-23. Se una fonte cambia, il risultato va riletto alla luce dell'aggiornamento anche quando la formula matematica resta invariata.

Cosa controllare

  • Che il dato di partenza sia preso dal documento corretto e dallo stesso anno della simulazione.
  • Che percentuali, aliquote e indici siano inseriti nello stesso formato richiesto dal form.
  • Che eventuali riduzioni, esenzioni o casi particolari siano verificati fuori dal calcolatore.
Quale aliquota devo scegliere?

Il tool espone il 21% ordinario e il 10% per canone concordato; quest’ultimo richiede i requisiti previsti. I casi particolari vanno verificati sulle istruzioni vigenti.

Sono incluse imposte diverse?

No. Il tool stima solo la cedolare sul canone. La cedolare non elimina l’IMU e il reddito va indicato nella dichiarazione secondo le istruzioni applicabili.

Fonti e aggiornamento

Ultima revisione sulle fonti: 23/05/2026.