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Assegno unico 2026: calcolo ISEE e importi

Come cambia l'assegno unico in base all'ISEE: fasce, importi, maggiorazioni e casi pratici per famiglie con figli.

Pubblicata il 15/05/2026. Revisionata sulle fonti il 06/06/2026.

Che cos'è l'assegno unico e universale

L'assegno unico e universale è il sostegno economico mensile per le famiglie con figli a carico, erogato dall'INPS. È universale perché spetta a tutti i nuclei con figli, indipendentemente dalla condizione lavorativa dei genitori, e unico perché ha sostituito e accorpato i precedenti strumenti: le detrazioni IRPEF per figli a carico fino a 21 anni, gli assegni al nucleo familiare, il premio alla nascita e il bonus bebè.

Spetta per ogni figlio dal settimo mese di gravidanza fino ai 18 anni, e fino ai 21 anni per i figli ancora a carico che studiano, fanno tirocinio, lavorano con reddito basso o sono in cerca di occupazione. Per i figli con disabilità non ci sono limiti di età.

Come l'importo varia con l'ISEE

L'importo dell'assegno dipende dall'ISEE del nucleo familiare: più è basso l'ISEE, più alto è l'assegno per ciascun figlio. Con un ISEE fino a circa 17.300 euro spetta l'importo massimo, pari a circa 196 euro al mese per ogni figlio minorenne; l'importo decresce gradualmente all'aumentare dell'ISEE, fino a un minimo di circa 57 euro per figlio per gli ISEE più alti o in assenza di ISEE valido.

Gli importi indicati sono soggetti a rivalutazione annuale: i valori esatti dell'anno in corso vanno verificati sul sito INPS. Per i figli maggiorenni (18-21 anni) l'importo base è ridotto rispetto a quello dei minorenni.

Le maggiorazioni previste

All'importo base si sommano diverse maggiorazioni. Le principali: maggiorazione per ogni figlio successivo al secondo; maggiorazione per le famiglie numerose con quattro o più figli; maggiorazione consistente per i figli con disabilità, graduata in base alla gravità; maggiorazione per le madri di età inferiore a 21 anni; maggiorazione per i nuclei in cui entrambi i genitori sono titolari di reddito da lavoro.

È inoltre prevista una maggiorazione transitoria per i nuclei che, rispetto al precedente sistema di assegni e detrazioni, avrebbero altrimenti subito una perdita. Le maggiorazioni si cumulano e possono aumentare in modo significativo l'importo finale.

Esempio per una famiglia tipo

Prendiamo una famiglia con due figli minorenni e un ISEE di 25.000 euro. A questo livello di ISEE l'importo base si colloca intorno ai 150 euro al mese per figlio, quindi circa 300 euro mensili complessivi, al netto di eventuali maggiorazioni.

Se entrambi i genitori lavorano, si aggiunge la relativa maggiorazione per ciascun figlio; con un terzo figlio scatterebbe un'ulteriore maggiorazione. Lo stesso nucleo, con un ISEE inferiore a 17.300 euro, riceverebbe invece l'importo massimo, vicino a 196 euro per figlio. Il calcolatore aiuta a stimare la fascia di importo a partire dall'ISEE e dal numero di figli.

Come e quando fare domanda

La domanda si presenta una sola volta all'INPS, tramite il sito con SPID, CIE o CNS, il contact center oppure un patronato. Una volta accolta, l'assegno viene rinnovato automaticamente negli anni successivi, senza dover ripresentare la domanda, ma occorre tenere aggiornato l'ISEE.

L'ISEE va rinnovato ogni anno: se presentato entro il 30 giugno, gli importi sono ricalcolati con effetto retroattivo da marzo; se presentato dopo, l'importo pieno decorre dal mese di presentazione. In assenza di ISEE valido viene comunque erogato l'importo minimo. L'assegno viene accreditato mensilmente su IBAN o, in alcuni casi, su strumenti dedicati.

Domande frequenti sull'assegno unico

Spetta anche senza ISEE? Sì, ma solo nell'importo minimo. Per ottenere di più serve un ISEE valido.

È compatibile con altri aiuti? È compatibile con il reddito di cittadinanza o altre misure di sostegno e con eventuali bonus locali, salvo specifiche regole.

L'assegno fa reddito ai fini fiscali? No, non concorre alla formazione del reddito imponibile e non incide sull'ISEE futuro.

A chi viene pagato? Di norma è ripartito al 50 per cento tra i due genitori, salvo diversa indicazione o accordo, per esempio in caso di affidamento.

Stima non ufficiale. Il risultato e orientativo e non sostituisce consulenza fiscale, legale, CAF, patronato, commercialista, notaio o documenti ufficiali. Verifica sempre fonti aggiornate e casi particolari.