Dal lordo al netto: i passaggi
Convertire la Retribuzione Annua Lorda (RAL) in stipendio netto mensile richiede alcuni passaggi in sequenza. Si parte dalla RAL, si sottraggono i contributi previdenziali a carico del lavoratore, si ottiene così l'imponibile fiscale; su questo si calcola l'IRPEF lorda secondo gli scaglioni, da cui si sottraggono le detrazioni spettanti; si tolgono infine le addizionali regionale e comunale. Il risultato netto annuo si divide poi per il numero di mensilità (13 o 14).
Il netto in busta paga dipende quindi non solo dalla RAL, ma anche dal numero di mensilità, dalle detrazioni personali e dalla regione e dal comune di residenza.
I contributi INPS a carico del lavoratore
Sulla retribuzione lorda il dipendente versa la propria quota di contributi previdenziali INPS, pari in media a circa il 9,19 per cento, con un'aliquota aggiuntiva dell'1 per cento sulla parte di retribuzione che supera una certa soglia annua. La percentuale può variare leggermente per settore e inquadramento.
Questi contributi si calcolano sul lordo e si sottraggono prima del calcolo dell'IRPEF: riducono quindi sia la retribuzione disponibile sia la base imponibile fiscale. Su una RAL di 30.000 euro, i contributi a carico del dipendente ammontano a circa 2.757 euro l'anno.
Gli scaglioni IRPEF 2026
Sull'imponibile fiscale (RAL meno contributi) si applica l'IRPEF a scaglioni. Dal 2026 gli scaglioni sono tre: fino a 28.000 euro l'aliquota è del 23 per cento; da 28.001 a 50.000 euro è del 35 per cento; oltre 50.000 euro è del 43 per cento.
L'aliquota si applica solo alla parte di reddito che ricade in ciascuno scaglione, non all'intero importo: è il principio della progressività. Per questo l'aliquota effettiva media è sempre inferiore all'aliquota marginale dello scaglione più alto raggiunto.
Le detrazioni da lavoro dipendente
Dall'IRPEF lorda si sottraggono le detrazioni da lavoro dipendente, che riducono l'imposta effettivamente dovuta e sono decrescenti rispetto al reddito: sono massime (intorno a 1.955 euro l'anno) per i redditi più bassi e si annullano oltre gli 80.000 euro circa di reddito.
A queste si aggiungono le altre detrazioni eventualmente spettanti: familiari a carico, interessi sul mutuo, spese sanitarie, ristrutturazioni. Per i redditi più bassi è inoltre previsto un trattamento integrativo (l'ex bonus 100 euro) che incrementa il netto.
Esempio: da 30.000 euro di RAL al netto
Vediamo una RAL di 30.000 euro su 13 mensilità, lavoratore senza carichi di famiglia.
Contributi INPS (circa 9,19 per cento): circa 2.757 euro. Imponibile fiscale: circa 27.243 euro.
IRPEF lorda: tutta nel primo scaglione al 23 per cento, circa 6.266 euro.
Detrazioni da lavoro dipendente: circa 1.910 euro. IRPEF netta: circa 4.356 euro.
Addizionali regionale e comunale: indicativamente 500-600 euro.
Netto annuo: circa 27.243 - 4.356 - 550 = 22.337 euro, pari a circa 1.718 euro netti al mese su 13 mensilità. È una stima: il dato preciso dipende da regione, comune, detrazioni e dal taglio del cuneo fiscale dell'anno.
Cuneo fiscale, bonus e verifiche
Sul netto incidono le misure di riduzione del cosiddetto cuneo fiscale, che negli ultimi anni hanno alleggerito il prelievo sui redditi medio-bassi (fino a circa 35.000 euro), aumentando lo stipendio in busta di alcune decine o centinaia di euro al mese. Queste misure cambiano spesso di anno in anno.
Per questo il calcolatore fornisce una stima orientativa: per il dato esatto fanno fede la busta paga elaborata dal datore di lavoro e le disposizioni vigenti per l'anno in corso. Verifica sempre le aliquote delle addizionali del tuo comune e della tua regione.