Guida

Regime forfettario 2026: calcolo tasse e contributi

Come calcolare imposta sostitutiva, contributi INPS e netto nel regime forfettario: formula, coefficienti e casi pratici.

Pubblicata il 14/05/2026. Revisionata sulle fonti il 06/06/2026.

Che cos'è il regime forfettario

Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato pensato per piccoli imprenditori, artigiani, commercianti e professionisti con partita IVA. Vi si accede se nell'anno precedente si è incassato un fatturato non superiore a 85.000 euro e se si rispettano alcuni requisiti di esclusione (per esempio limiti alle spese per lavoro dipendente e ai redditi da lavoro dipendente pregresso).

Il suo vantaggio principale è la semplicità: una sola imposta sostitutiva al posto di IRPEF, addizionali e IRAP, niente addebito dell'IVA in fattura, niente ritenuta d'acconto e una contabilità ridotta. In cambio si rinuncia alla deduzione analitica dei costi e alle detrazioni IRPEF ordinarie sul reddito d'impresa.

Come si calcola il reddito imponibile

Nel forfettario il reddito non si determina sottraendo i costi reali, ma applicando al fatturato un coefficiente di redditività fissato per ciascun codice ATECO. La formula è:
reddito imponibile lordo = fatturato incassato x coefficiente di redditività.

I coefficienti più comuni sono: 78 per cento per le attività professionali, 40 per cento per commercio e alimentari, 67 per cento per altre attività di servizi, 86 per cento per costruzioni. Per esempio, un professionista che incassa 50.000 euro con coefficiente 78 per cento ha un reddito lordo di 39.000 euro. Su questo importo, dopo aver sottratto i contributi, si calcola l'imposta.

I contributi INPS deducibili

I contributi previdenziali variano in base alla gestione di appartenenza: la Gestione Separata INPS per i professionisti senza cassa (aliquota intorno al 26-27 per cento), la gestione artigiani e commercianti (circa 24 per cento, con un minimale contributivo dovuto anche a fatturato basso) oppure la cassa professionale di categoria.

Un punto importante: i contributi effettivamente versati nell'anno sono interamente deducibili dal reddito imponibile, riducendo la base su cui si calcola l'imposta sostitutiva. Gli iscritti alla gestione artigiani e commercianti possono inoltre chiedere la riduzione del 35 per cento dei contributi.

L'imposta sostitutiva al 15 o al 5 per cento

Sul reddito imponibile, al netto dei contributi dedotti, si applica l'imposta sostitutiva. L'aliquota ordinaria è del 15 per cento e sostituisce IRPEF, addizionali regionale e comunale e IRAP.

Per le nuove attività è prevista un'aliquota ridotta al 5 per cento per i primi cinque anni, a condizione che non si tratti di mera prosecuzione di un'attività già svolta e che ricorrano gli altri requisiti di legge. Questo rende il forfettario particolarmente conveniente nei primi anni di una nuova partita IVA.

Esempio di calcolo completo

Vediamo un professionista alla sua nuova attività (aliquota 5 per cento), iscritto alla Gestione Separata, con 40.000 euro di fatturato e coefficiente 78 per cento.

Reddito lordo: 40.000 x 78 per cento = 31.200 euro.
Contributi Gestione Separata (circa 26,07 per cento): 31.200 x 26,07 per cento = circa 8.134 euro.
Reddito imponibile netto: 31.200 - 8.134 = 23.066 euro.
Imposta sostitutiva al 5 per cento: 23.066 x 5 per cento = circa 1.153 euro.

Il carico totale tra contributi e imposta è quindi di circa 9.287 euro, e il netto disponibile di circa 30.700 euro. Con l'aliquota ordinaria al 15 per cento l'imposta salirebbe a circa 3.460 euro.

Vantaggi, svantaggi e quando conviene

I vantaggi del forfettario sono tasse contenute, nessun addebito IVA, nessuna ritenuta d'acconto e adempimenti ridotti. Gli svantaggi sono il tetto di 85.000 euro, l'impossibilità di dedurre i costi reali (penalizzante per chi ha molte spese), la perdita delle detrazioni IRPEF e l'IVA sugli acquisti che resta un costo.

In generale il forfettario conviene a chi ha pochi costi e un coefficiente di redditività basso. Chi sostiene spese elevate, ha molti costi deducibili o detrazioni importanti (mutuo, familiari a carico, spese sanitarie) dovrebbe confrontare con il regime ordinario prima di scegliere. Verifica sempre i requisiti aggiornati sul portale dell'Agenzia delle Entrate.

Stima non ufficiale. Il risultato e orientativo e non sostituisce consulenza fiscale, legale, CAF, patronato, commercialista, notaio o documenti ufficiali. Verifica sempre fonti aggiornate e casi particolari.