Impresa Chiaro

Che cosa esiste per la tua attività

I cataloghi pubblici sono organizzati per codice ATECO, e quasi nessuno lo sa a memoria. Qui si parte da come descrivi il tuo lavoro: da lì si ricava il codice, e dal codice le agevolazioni che ti riguardano davvero.

2.700 misure a catalogo 1.900 aperte a tutti i settori 46% del catalogo
Catalogo in caricamento: 46% delle misure. Ne abbiamo acquisite 2.700 su 5.829. Le leggiamo a scaglioni dal portale del Ministero, poche centinaia al giorno, per non gravare su un sito pubblico: il quadro si completa nel giro di due settimane.
Nel frattempo, se per il tuo settore trovi poche misure può darsi che non siano ancora arrivate. L’elenco completo è sempre consultabile su incentivi.gov.it.
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Bastano due parole: “parrucchiere”, “commercio al dettaglio”, “software”, “ristorazione”.

Il tuo territorio

Quanto denaro pubblico è arrivato nel tuo comune

Dai progetti finanziati con i fondi di coesione. Serve il codice ISTAT del comune, sei cifre: lo trovi sui documenti anagrafici e sulle visure.

Come funziona

Perché serve il codice ATECO, e perché quasi nessuno lo conosce

1

È il modo in cui lo Stato ti chiama

Il codice ATECO identifica l’attività economica che svolgi, e viene assegnato all’apertura della partita IVA. Ogni bando pubblico, ogni agevolazione e ogni statistica lo usa come filtro: chi non lo conosce resta fuori da cataloghi che pure lo riguardano. È l’ostacolo più banale e più diffuso fra un’impresa e le misure a cui potrebbe accedere.

2

È fatto a scatole cinesi

Si va dalla sezione — una lettera, il macrosettore — fino alla sottocategoria a sei cifre. Un’agevolazione può rivolgersi a un livello qualsiasi: se è aperta a tutto il commercio riguarda anche la tua sottocategoria, anche se il tuo codice preciso non compare da nessuna parte. Per questo qui, quando al livello esatto non troviamo nulla, saliamo di un gradino.

3

Il tuo può essere cambiato

Dal 2025 è in vigore una nuova classificazione, e molti codici sono stati rinumerati o accorpati. Se quello che hai sui documenti non lo trovi, cerca l’attività a parole: qui usiamo la classificazione aggiornata, e il codice che ne esce è quello valido oggi.

Le tre parole che ricorrono nei bandi

Dimensione d’impresa. Microimpresa, piccola, media e grande non sono aggettivi ma soglie precise fissate dall’Unione europea, che combinano numero di dipendenti, fatturato e totale di bilancio. Una microimpresa sta sotto i dieci occupati e i due milioni di euro. Molte agevolazioni si rivolgono solo ad alcune fasce, ed è il primo filtro che esclude.

Forma dell’agevolazione. Un contributo a fondo perduto non si restituisce; un finanziamento agevolato sì, a tasso ridotto; una garanzia non è denaro ma la copertura pubblica di un prestito che ti fa una banca; un credito d’imposta si recupera in compensazione, quindi serve avere imposte da pagare. Sono cose diverse e il nome del bando non sempre lo chiarisce.

Costi ammessi. È l’elenco di ciò che si può mettere in domanda: macchinari, software, consulenze, personale. Una misura generosa su costi che non sostieni vale meno di una piccola su quelli che hai davvero, ed è la verifica che conviene fare per prima.

Perché mostriamo anche i fondi arrivati nel tuo comune

I progetti finanziati con i fondi di coesione sono soldi già assegnati, non opportunità aperte. Servono a un’altra cosa: capire dove si sta muovendo la spesa pubblica dove lavori. Se sul tuo territorio i finanziamenti si concentrano su digitalizzazione o efficienza energetica, è probabile che nei prossimi bandi regionali quelle voci tornino — e vedere chi li ha ricevuti dice quali soggetti locali stanno già lavorando su quei temi.

Il codice ISTAT del comune è a sei cifre e non coincide con il CAP: lo trovi sui certificati anagrafici, sulle visure camerali e nei documenti catastali. L’archivio copre il ciclo di programmazione 2021-2027.

Da dove vengono i dati

Fonti