Richiami alimentari

Un prodotto che hai in casa è stato richiamato

L’elenco dei richiami lo pubblica il Ministero della Salute e resta lì. Quello che manca, e che trovi qui, è la lettura: perché un richiamo per Listeria e uno per allergene non dichiarato chiedono comportamenti diversi, e l’avviso non lo spiega.

Perché qui non c’è l’elenco. Il portale del Ministero della Salute è protetto da un controllo automatico contro la lettura da parte di programmi. Tecnicamente si potrebbe aggirare; non lo facciamo. L’elenco resta del Ministero e ti mandiamo lì, che è anche l’unico posto dove è aggiornato al minuto: Ministero della Salute - Richiami di alimenti.
Le motivazioni

Cosa c’è scritto nell’avviso, e cosa significa

Ogni richiamo indica un “motivo”. È una formula tecnica che decide quanto devi preoccuparti: queste sono le quattro famiglie in cui ricade quasi tutto.

Rischio microbiologico

Listeria monocytogenes, Salmonella, Escherichia coli

Nel prodotto è stato trovato un batterio che può causare infezioni. È la categoria più seria: la Listeria in particolare colpisce soprattutto donne in gravidanza, anziani e persone immunodepresse, e può manifestarsi anche settimane dopo.

Cosa fare: Non consumarlo, nemmeno cotto se il richiamo non lo indica espressamente. Se lo hai già mangiato e compaiono febbre o disturbi intestinali, di' al medico quale prodotto era.

Allergene non dichiarato

latte, soia, glutine, frutta a guscio o solfiti assenti in etichetta

Il prodotto è sicuro per quasi tutti, ma non per chi è allergico a quell'ingrediente: l'etichetta non lo segnalava e chi doveva evitarlo non poteva saperlo.

Cosa fare: Se nessuno in casa è allergico a quella sostanza, il prodotto non presenta rischi. Se qualcuno lo è, va restituito.

Rischio chimico

micotossine, metalli pesanti, residui di fitofarmaci oltre i limiti

È stata superata una soglia di legge. Il rischio di solito riguarda l'esposizione ripetuta più che la singola porzione.

Cosa fare: Sospendere il consumo e riportarlo al punto vendita.

Corpi estranei

frammenti di plastica, metallo o vetro

Un pezzo di materiale estraneo è finito nel prodotto durante la lavorazione. Il rischio è di lesione, non di intossicazione.

Cosa fare: Non consumarlo e restituirlo.

Come si legge

I tre campi che contano davvero

1

Il numero di lotto

È il campo decisivo, e quasi nessuno lo guarda. Un richiamo non riguarda mai un prodotto in generale: riguarda i lotti indicati. Se il tuo numero non è nell’elenco, la tua confezione non è coinvolta. Il lotto è stampato vicino alla scadenza, spesso in rilievo o a getto d’inchiostro.

2

Il nome dello stabilimento

Lo stesso prodotto, con la stessa marca, può uscire da stabilimenti diversi, identificati dal marchio di identificazione ovale. È il motivo per cui due confezioni identiche sullo scaffale possono avere destini diversi.

3

Ritiro o richiamo

Ritiro significa che il prodotto viene tolto dagli scaffali ma non si presume sia arrivato al consumatore. Richiamo significa che ci è arrivato e vieni avvisato direttamente: è il livello più serio dei due.

Rimborso

Hai diritto alla restituzione, anche senza scontrino

Nel richiamo il negoziante restituisce il prezzo o sostituisce il prodotto. Lo scontrino aiuta ma non è indispensabile: il richiamo è pubblico e la confezione con il lotto indicato è essa stessa la prova. Il prodotto non va consumato per “verificare” e non va gettato prima di aver deciso se riportarlo — se il richiamo riguarda un rischio microbiologico, il consiglio del Ministero è di non aprirlo affatto.

Se il prodotto è già stato consumato e compaiono sintomi, il dato utile al medico è quale prodotto e quale lotto: la Listeria in particolare ha un’incubazione che può arrivare a diverse settimane, e senza quel riferimento il collegamento con il richiamo non viene fatto.

Riferimenti

Le norme che regolano i richiami

Questa pagina spiega come leggere un richiamo e non ne pubblica l’elenco: per sapere se un prodotto è coinvolto oggi, fa fede soltanto Ministero della Salute - Richiami di alimenti.