Casa e tributi locali

Plusvalenza da vendita casa 2026: quando si paga e quanto

Verifica se la vendita genera plusvalenza tassabile: quinquennio, successione, abitazione principale e regola Superbonus, con il confronto fra sostitutiva 26% e IRPEF al tuo marginale.

  • Gratis, senza registrazione
  • Fonti ufficiali citate
  • Limiti dichiarati

Dati di calcolo

Pulisci

Come usare la stima

Compila i campi principali e usa il risultato come primo orientamento. Per decisioni fiscali, legali, previdenziali o finanziarie serve sempre una verifica ufficiale.

Stima non ufficiale. Il risultato è orientativo e non sostituisce consulenza fiscale, legale, CAF, patronato, commercialista, notaio o documenti ufficiali. Verifica sempre fonti aggiornate e casi particolari.

Come funziona il calcolo

La plusvalenza imponibile è la differenza fra il corrispettivo di vendita e il costo fiscalmente riconosciuto, cioè il prezzo di acquisto aumentato dei costi inerenti: imposte pagate sull’acquisto, onorario notarile, provvigione di mediazione e spese incrementative documentate. Non è il semplice scarto fra i due prezzi di rogito.

La tassazione si applica solo in due casi. Il primo è quello ordinario dell’art. 67, comma 1, lettera b) del TUIR: cessione di un immobile acquistato o costruito da non più di cinque anni. Il termine decorre dall’atto di acquisto, non dalla fine di eventuali lavori di ristrutturazione o ampliamento.

Il secondo è stato introdotto dall’art. 1, comma 64, della legge 213/2023 e vale dal 1° gennaio 2024: se sul fabbricato hai eseguito interventi agevolati col Superbonus conclusi da meno di dieci anni dalla cessione, la plusvalenza è tassabile anche se il quinquennio è già passato.

Due esclusioni operano in entrambi i casi. L’immobile acquisito per successione non genera mai plusvalenza tassabile, qualunque sia la data di rivendita. E non è tassabile l’immobile che è stato abitazione principale del cedente o di un suo familiare per la maggior parte del periodo di possesso: più della metà del tempo fra acquisto e vendita, non solo negli ultimi mesi.

Quando la plusvalenza è tassabile ci sono due strade. L’imposta sostitutiva del 26% si applica sull’intero importo e va richiesta al notaio direttamente nell’atto di vendita: è un’opzione che si esercita in quel momento e non si recupera dopo. In alternativa la plusvalenza entra nel reddito complessivo e si tassa a IRPEF ordinaria, sommandosi agli altri redditi e scontando quindi l’aliquota marginale più alta, che nel 2026 è il 23% fino a 28.000 euro, il 35% fino a 50.000 e il 43% oltre.

Il confronto fra le due opzioni ha senso solo conoscendo il resto del reddito. Per questo la stima chiede gli altri redditi imponibili e calcola l’IRPEF come differenziale: imposta sul reddito comprensivo della plusvalenza meno imposta sul solo reddito. È il costo reale che la plusvalenza aggiunge, non l’imposta che pagherebbe se fosse il tuo unico reddito.

Tre limiti dichiarati di questa stima. Il quinquennio e il decennio Superbonus sono confrontati per anno e non per data esatta: se acquisto e vendita cadono a pochi mesi dal compimento del quinto o del decimo anno, le date effettive vanno verificate con il notaio. Restano fuori dal perimetro terreni edificabili, cessioni d’azienda, immobili in regime d’impresa e le donazioni, che seguono regole proprie. E se sui lavori hai fruito del Superbonus con sconto in fattura o cessione del credito, la legge limita il riconoscimento di quelle spese nel costo: l’imponibile reale può risultare superiore a quello stimato qui.

Esempio pratico

Acquisto nel 2023 a 180.000 euro, vendita nel 2026 a 230.000, con 10.000 euro fra imposte di acquisto, notaio e lavori documentati. Il costo riconosciuto è 190.000 euro, quindi la plusvalenza imponibile è 40.000 euro e non 50.000. Sono passati tre anni, quindi è tassabile. Sostitutiva: 40.000 × 26% = 10.400 euro. Con altri 30.000 euro di reddito, l’IRPEF ordinaria sulla plusvalenza costa 14.500 euro (i primi 20.000 euro al 35% fino alla soglia dei 50.000, i restanti 20.000 al 43%): conviene la sostitutiva, da chiedere al notaio nell’atto. Se lo stesso immobile fosse stato ereditato, oppure fosse stato l’abitazione principale per almeno metà dei tre anni, non ci sarebbe imposta.

Metodo ContaChiaro

Perimetro, fonti e controlli prima di usare la stima

Questo calcolatore e pubblicato solo come supporto operativo: aiuta a trasformare dati gia noti in una stima leggibile, ma non decide requisiti, agevolazioni, scadenze personali o importi ufficiali. Il punto di partenza resta sempre il documento o la fonte istituzionale: contratto, prospetto comunale, busta paga, comunicazione INPS, indice ISTAT, provvedimento MEF o istruzione dell'ente competente.

Prima di usare il risultato verifica che i dati inseriti siano coerenti con il tuo caso. In particolare controlla anno di riferimento, percentuali, quote, mesi, eventuali soglie, massimali e formule applicabili. Quando una norma prevede eccezioni o condizioni soggettive, il tool non le presume: mostra una simulazione prudente da confrontare con la fonte ufficiale o con un professionista abilitato.

Ultima revisione del perimetro: 2026-09-19. Se una fonte cambia, il risultato va riletto alla luce dell'aggiornamento anche quando la formula matematica resta invariata.

Cosa controllare

  • Che il dato di partenza sia preso dal documento corretto e dallo stesso anno della simulazione.
  • Che percentuali, aliquote e indici siano inseriti nello stesso formato richiesto dal form.
  • Che eventuali riduzioni, esenzioni o casi particolari siano verificati fuori dal calcolatore.
Basta superare i cinque anni per non pagare nulla?

Nella maggior parte dei casi sì: l’art. 67 del TUIR tassa solo la cessione di immobili acquistati o costruiti da non più di cinque anni. Ma dal 2024 esiste una seconda fattispecie: se hai eseguito interventi agevolati col Superbonus conclusi da meno di dieci anni, la plusvalenza resta tassabile anche oltre il quinquennio.

Ho ereditato la casa: devo pagare se la vendo subito?

No. Gli immobili acquisiti per successione sono esclusi per legge dalla plusvalenza tassabile, anche se la vendita avviene poche settimane dopo. L’esclusione vale anche nella fattispecie Superbonus. Attenzione: la donazione non è la successione e segue regole diverse.

Che cosa conta come abitazione principale?

L’immobile deve essere stato adibito ad abitazione principale tua o di un tuo familiare per la maggior parte del periodo fra acquisto e vendita, quindi per più della metà del tempo di possesso. Non basta esserci stato residente negli ultimi mesi prima di vendere.

Conviene la sostitutiva al 26% o l’IRPEF ordinaria?

Dipende dal tuo scaglione. La plusvalenza si somma agli altri redditi, quindi con un reddito già oltre i 50.000 euro il marginale IRPEF è il 43% e la sostitutiva conviene. Con redditi bassi l’IRPEF ordinaria può costare meno del 26%. La sostitutiva va chiesta al notaio nell’atto: dopo il rogito non si recupera.

Le spese di ristrutturazione riducono la plusvalenza?

Sì, se documentate: si sommano al costo di acquisto insieme a imposte, notaio e mediazione. Se però su quei lavori hai fruito del Superbonus con sconto in fattura o cessione del credito, la legge limita il riconoscimento di quelle spese nel calcolo del costo.

Il quinquennio delle pertinenze segue quello della casa?

No. Per box e cantine acquistati separatamente il quinquennio si calcola in modo autonomo a partire dal loro atto di acquisto, come chiarito dalla risposta a interpello n. 157 del 2026 dell’Agenzia delle Entrate.

Fonti e aggiornamento

Ultima revisione sulle fonti: 19/09/2026.

Hai usato uno strumento ContaChiaro

Vuoi sapere quando pubblichiamo nuovi controlli?

Ogni settimana riuniamo nuovi calcolatori, guide aggiornate e pubblicazioni utili, senza mandarti una sequenza di notifiche.