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Scaglioni IRPEF 2026: come si calcola l'imposta

Guida pratica al calcolo IRPEF: i tre scaglioni, aliquote, detrazioni e esempi di calcolo per diversi livelli di reddito.

Pubblicata il 21/05/2026. Revisionata sulle fonti il 06/06/2026.

Che cos'è l'IRPEF e i tre scaglioni

L'IRPEF è l'Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche, il principale tributo progressivo del sistema italiano: colpisce i redditi da lavoro dipendente, autonomo, da pensione, da fabbricati e altri, con aliquote crescenti al crescere del reddito.

Dal 2026, dopo la riforma che ha ridotto gli scaglioni da cinque a tre, la struttura è: primo scaglione fino a 28.000 euro con aliquota del 23 per cento; secondo scaglione da 28.001 a 50.000 euro con aliquota del 35 per cento; terzo scaglione oltre 50.000 euro con aliquota del 43 per cento. La semplificazione ha incorporato il vecchio secondo scaglione nel primo, abbassando la pressione sui redditi medi.

Come funziona la progressività a scaglioni

L'errore più comune è pensare che, superando una soglia, l'aliquota più alta si applichi a tutto il reddito. Non è così: ogni aliquota colpisce solo la porzione di reddito che ricade nel proprio scaglione.

Facciamo l'esempio di un reddito di 35.000 euro. I primi 28.000 euro sono tassati al 23 per cento, cioè 6.440 euro. I restanti 7.000 euro (da 28.001 a 35.000) sono tassati al 35 per cento, cioè 2.450 euro. L'IRPEF lorda totale è quindi 6.440 + 2.450 = 8.890 euro. L'aliquota media effettiva è 8.890 / 35.000 = circa 25,4 per cento, ben inferiore al 35 per cento marginale.

Esempi a diversi livelli di reddito

Vediamo l'IRPEF lorda (prima delle detrazioni) a vari livelli di reddito imponibile.

Reddito 20.000 euro: tutto nel primo scaglione, 20.000 x 23 per cento = 4.600 euro, aliquota media 23 per cento.
Reddito 28.000 euro: 28.000 x 23 per cento = 6.440 euro.
Reddito 50.000 euro: 6.440 (primi 28.000) + 7.700 (22.000 al 35 per cento) = 14.140 euro, aliquota media 28,3 per cento.
Reddito 60.000 euro: 14.140 + 4.300 (10.000 al 43 per cento) = 18.440 euro, aliquota media 30,7 per cento.

L'aliquota media cresce con il reddito ma resta sempre sotto quella marginale del 43 per cento.

Le detrazioni che riducono l'IRPEF

L'IRPEF lorda calcolata sugli scaglioni non è ancora l'imposta da pagare: da essa si sottraggono le detrazioni, che riducono direttamente l'imposta. Le principali sono le detrazioni per tipo di reddito (lavoro dipendente, pensione, lavoro autonomo), decrescenti rispetto al reddito, e le detrazioni per familiari a carico.

Si aggiungono le detrazioni per oneri: spese sanitarie, interessi passivi sul mutuo della prima casa, spese di istruzione, ristrutturazioni edilizie e riqualificazione energetica, in genere nella misura del 19 per cento o secondo le percentuali specifiche dei bonus casa. La somma delle detrazioni può ridurre molto, o azzerare, l'imposta dovuta.

Le addizionali regionali e comunali

Oltre all'IRPEF statale, sul reddito si applicano l'addizionale regionale e quella comunale. L'addizionale regionale varia, a seconda della regione, in una fascia indicativa tra l'1,23 e il 3,33 per cento; quella comunale è decisa da ciascun Comune e arriva fino allo 0,8-0,9 per cento, con possibili soglie di esenzione per i redditi bassi.

Queste addizionali si calcolano sul reddito imponibile e si aggiungono all'IRPEF netta. Variano in base al comune e alla regione di residenza al 1 gennaio dell'anno, quindi due persone con lo stesso reddito possono pagare importi diversi a seconda di dove vivono.

Domande frequenti sull IRPEF

Conviene rifiutare un aumento per non cambiare scaglione? No: per la progressività, l'aliquota più alta colpisce solo la parte eccedente, quindi un aumento lordo si traduce sempre in più netto.

Il regime forfettario paga l'IRPEF? No: chi è in forfettario versa un'imposta sostitutiva e non applica gli scaglioni IRPEF su quel reddito.

Le detrazioni possono superare l'imposta? In genere la detrazione non rimborsabile si perde per la parte eccedente l'imposta (incapienza), salvo i casi in cui la legge prevede un rimborso o un riporto.

Il calcolatore è esatto? Fornisce una stima: il dato definitivo emerge dalla dichiarazione dei redditi o dal conguaglio in busta paga.

Stima non ufficiale. Il risultato e orientativo e non sostituisce consulenza fiscale, legale, CAF, patronato, commercialista, notaio o documenti ufficiali. Verifica sempre fonti aggiornate e casi particolari.