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Rivalutazione ISTAT FOI: indici e formula

Come usare indici FOI comparabili nella stima e quando passare al servizio ufficiale Rivaluta.

Pubblicata il 23/05/2026. Revisionata sulle fonti il 06/06/2026.

Che cos'è l'indice FOI e a cosa serve

Il FOI è l'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, calcolato e pubblicato mensilmente dall'ISTAT. Nella versione al netto dei tabacchi è l'indice di riferimento per l'adeguamento periodico di molti valori monetari: canoni di locazione, assegni di mantenimento, alcuni crediti e altre somme che la legge o un contratto prevedono di rivalutare nel tempo.

La logica della rivalutazione è semplice: una somma di denaro perde potere d'acquisto con l'inflazione, quindi adeguarla all'indice FOI serve a mantenerne il valore reale. Il servizio ufficiale ISTAT Rivaluta permette di calcolare le variazioni tra due date e di produrre documentazione ufficiale, utile quando il dato serve in ambito legale o contrattuale.

La formula della stima

Quando l'indice iniziale e quello finale sono espressi nella stessa base di riferimento, il tool calcola:
importo iniziale x (indice finale / indice iniziale).

La differenza tra il risultato e l'importo iniziale rappresenta l'aumento (o la diminuzione) stimato. Il rapporto tra i due indici esprime la variazione percentuale dei prezzi tra le due date.

Ad esempio, con un canone di 500 euro, indice iniziale 110,0 e indice finale 112,2, il calcolo è 500 x (112,2 / 110,0) = 510 euro: la rivalutazione piena è di 10 euro, pari a una variazione del 2 per cento.

L'adeguamento al 75 per cento dei canoni

Per le locazioni c'è una regola pratica molto importante: salvo diverso accordo, l'aggiornamento del canone si applica nella misura del 75 per cento della variazione ISTAT, non del 100 per cento.

Riprendendo l'esempio precedente, con una variazione FOI del 2 per cento, l'adeguamento applicabile a un canone di 500 euro sarebbe il 75 per cento di quel 2 per cento, cioè l'1,5 per cento: 7,50 euro, per un nuovo canone di 507,50 euro anziché 510.

Il tool restituisce la rivalutazione matematica piena dell'importo: per i canoni di locazione ricordati di applicare la percentuale prevista dal contratto (di norma il 75 per cento).

Attenzione alle basi diverse degli indici

Gli indici FOI pubblicati nel tempo possono appartenere a basi di riferimento diverse (per esempio base 2010 = 100, base 2015 = 100). In questi casi non è corretto dividere direttamente due indici espressi in basi differenti: il risultato sarebbe privo di senso.

Per raccordare indici di basi diverse, ISTAT pubblica appositi coefficienti di raccordo. Il tool di ContaChiaro richiede valori già comparabili, cioè riferiti alla stessa base. Se i tuoi due indici appartengono a periodi con basi diverse, utilizza il servizio ufficiale Rivaluta o applica la metodologia ISTAT con i coefficienti di raccordo, per poi inserire valori omogenei.

Quando la rivalutazione è effettivamente dovuta

La variazione FOI non determina da sola l'aumento che si può applicare in concreto. Per i canoni, l'adeguamento è dovuto solo se il contratto lo prevede e se la richiesta è formulata nei modi e nei tempi pattuiti; inoltre, in regime di cedolare secca, l'aggiornamento ISTAT del canone è in genere sospeso per la durata dell'opzione.

Per assegni di mantenimento, crediti o altre somme, sono il provvedimento, l'accordo o la legge a stabilire se e come rivalutare. Il calcolatore fornisce quindi la rivalutazione matematica dell'importo inserito, mentre l'effettiva applicabilità va verificata sul contratto, sul provvedimento o con un professionista.

Stima non ufficiale. Il risultato e orientativo e non sostituisce consulenza fiscale, legale, CAF, patronato, commercialista, notaio o documenti ufficiali. Verifica sempre fonti aggiornate e casi particolari.